Scazonti 2.0
La Giunta dei Quattro è tornata

Il colonnello – primo episodio

Se Cambise in quel momento si fosse accorto dell’immane tragedia a cui stava per giungere e fosse tornato indietro deponando le armi e offrendo all’Africa un nuovo orizzonte di pace e prosperità, sarebbe stato un uomo saggio.
Ma il colonnello depose il calice di rosso sul caminetto e lo sgretolò con una testata. Il vino cadde sui ceppi scoppiettanti, sta ‘l cacciator fischiando sull’uscio a rimirar, il caffè era pronto. Dopo aver assaporato la qualità arabica del caffè “Illy”, molto più nervosi e INCAZZATI COL MONDO, continuarono tranquillamente e placidamente et saporitamente a scrivere il loro romanzo futtubile (se non sapete cosa vuol dire cercatelo sul dizionario). E’ un presidio medico-chirurgico, non utilizzare in caso di cardiopatia, allattamento, mestruazioni, mal di testa, schizofrenia, bava alla bocca, rabbia, tubercolosi, ebola, tifo, colera, licantropìa, cancro ai testicoli, cuore, fegato, polmoni, cervello, ossa, pelle, seno, se avete sofferto di raffreddore nei dodici anni passati, eiaculazione precoce, orgasmi multipli, viagrismo, impotenza, febbre, claustrofobia, agorafobia, aracnofobia, idrofobia, PiroFobia, ColauttiFobia, Romania, latteria e specialmente ti e tu’ zia, non somministrare al di sotto dei dodici anni, consultare un medico e/o, al caso, uno psicologo e/o le onoranze funebri e/o un becchino. Punto. Chi da grande vuol fare il becchino ha una grande prospettiva di vita. Diventa becchino, ti forma il carattere, ti forma per la vita.
Ma il colonnello di ciò non si preoccupava e il fuoco prese la tenda e la tenda prese fuoco, perché una moto non può andare in macchina, ma una macchina può andare in moto, e perché la porta non si valigia, ma la valigia si porta? Riflettendo su ciò il colonnello pose le armi, come al suo tempo aveva fatto Cambise (o non lo aveva fatto? Boh, chi si ricorda…), e per disannebbiare omne dubbio cominciò a picchiare le povere, indifese, incapaci, incartapecorite, prossime alla morte e senza figli vecchiette. Il controllore gli disse: “Stop! O dovrò di nuovo dire Stop!”.
Terrorizzato il colonnello spaccò il vetrò con il martelletto di emergenza che non c’era, ma immaginandoselo era riuscito a farlo (poiché “Your imagination is our potential”) (poi in ospedale si era trovato tutta la mano insanguinata non spiegandosene il motivo) (se non ci credete “Try this at home”) (“or on the monitor”).
“Mi appello al quinto emmenthaler!” disse spocchiosamente il colonnello in aula del tribunale. Fu comunque accusato di pavoneggiarsi nudo in mezzo alla strada con la mano insanguinata, stupro di pubblico ufficiale, coprofagia, far le cose alla carlona e infine di pluriomicidio multiplo tramite Multipla. Si era proclamato innocente come la sua “Innocenti”.
La giudicececessa Susy Ragnavan fu inflessibile come Giovanni Rana quando non compri i suoi tortellini, ma te lo trovi alla cassa e comincia a infagottarti la bocca di tortellini 4 stagioni, 4 porcini, 4 mozzarelle, 4 gatti, 4 paperelle e 4 4 4, il tutto con 4 salti in padella con Adriana Lima nudo, non è un errore di stumpo. Avete litto gustamente.
Poi fu condotto nella sua cella dove lo aspettava un caloroso camionista turco ubriaco fradicio e accusato di aver investito una vecchietta e di aver nascosto la salma nei fagottini ripieni che trasportava illegalmente insieme a 4 serbi, 4 luterani, 4 croati, 4 bosniaci bonsai, 4 paperelle (tutti in regola eccetto le paperelle, come appurarono alla centrale di polizia di Shelbyville). Giovanni Rana invece si era nascosto in un suo fagottino ripieno di Giovanni Rana. Questa non è pubblicità dei fagottini ripieni di Giovanni Rana, anche se parlo sempre dei fagottini ripieni di Giovanni Rana con gusto di fagottini ripieni, ripieni di Giovanni Rana.
Giovanni Rana si svegliò di soprassalto: “Mi fischiano le orecchie, come è vero che sono Giovanni Rana!” “Uhm, già che sono in piedi credo che mangerò 4 paperelle con 4 fagottini ripieni di memedesimo, altresì Giovanni Rana”. Così facendo ingurgitò due fagottini di Giovanni Rana.
Il colonnello disse: “Ma a cosa stavo pensando?” “Ah già, il mio amico turco mi sta perforando i timpani e non solo quelli!” “Ahhh!” “Sapete, io me ne intiendo; di camionisti ne ho provati tanti: meneghini, aretini, triestini, terroni, ma nessuno può sBattermi come i turchi mi fanno, mihi”. Dicendo queste cose, goduit apparecchium. Riportato alla ragione da 40-50 schaffi e 400 aspirine di DROGA, Rinaldo aprì gli occhi e disse con tipico accento meridiunale: “Ecchi minchia siete, voi?”.
“(Rin)Al, non ti ricordi?”.
“No”.
Iniziarono a magnà pasta al furno di fagottini di Giovanni Rana. All’improvviso i vetri si frantumarono, il cielo si oscurò, i muri tremarono, l’Etna crollò, l’Everest aumentò di mille metri, Camoranesi e Totti scrissero un libro di filosofia in latino “De goalibus illustribus”, e “La luna bussò alle porte del buiooo” (no, questo non c’entrava), e la porta bussò.
“Io vado a vedere”.
“No, i fagottini si freddano!”.
Intanto il pupazzetto della findus seminava il panico in Palermo mentre Enrico Potteri tentava un’altra via di fuga con la morte (in altre parole: suicidio, deficenti!).
(Rullo di tamburi, please) Il cardinal Ruini mandò un’epistola al pontefice.
Lasciamo da parte il cardinal Ruini, l’epistola, il pontefice, Navarro Valls, l’Opus Dei, DRAN BAUN, Braccobaldo Bau, perché in quella torrida estate dell’ 87 Giovanni Rana stava per entrare in quell’appartamento senza porta.
Il colonnello pensò: “Dovrò smetterla di prendere questi acidi Hoffmann mentre guardo Lucarelli a Blu Notte!” “Ma no!”.
“Qillo è schizzato in capa!” disse il secondino al compagno del colonnello che in quel momento lo stava inchiappettando.
Il carcere faceva veramente schifo. Lo Stato non si poteva permettere di ritinteggiare tutte le pareti del carcere, il carcere, perhoc bimestralmente i carcerati erano costretti a colpi di giornalini porno ad eiaculare il loro sperma sulle pareti già bianche, ma in più punti scrostate (non avrebbero dovuto permettere alle carcerate di PENEtrare nel braccio PENoso ).
Il cardinal Ruini mi scomunicò quello stesso giorno, ma questa è un altro par di maniche.
“Perdio, non sono mica un pervertito!” disse il colonnello. Poi si calò le brache, già imbiancate, e innaffiò il rododendro dell’aula.
“La prego, la smetta!” disse il giudice della corte d’appello Cottalutti Clara. “Peraltro sono, eh, sono schifata, eh, che non siano ancora spuntate, eh, le primuleciclaminiviolettebucaneveebaobab nel Carso. Peraltro dovremmo fare un ricorso contro madre natura perché così-non-va!”.
Intanto l’avvocatessa Brenda Maiera, appena tornata da una missione anti umanitaria in Congo, stava spompineggiango il colonnello mischiando il Semen al sangue invidiato dalla giuria di soli uomini-ragni.

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